Filippo

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Ragazzo Down cintura nera

La vittoria di Filippo, 14 anni, diventato istruttore di ju-jitsu

Genova, ha superato gli esami e assicura che da grande ne farà il proprio lavoro Ragazzo Down cintura nera La vittoria di Filippo, 14 anni, diventato istruttore di ju-jitsu

 

GENOVA - Filippo, 14 anni, ieri è diventato cintura nera e maestro di ju-jitsu.
Una bella storia, da raccontare, perché Filippo è un ragazzo down, ma il suo handicap non gli ha impedito di eccellere nelle arti marziali, di frequentare la scuola con i coetanei, di sciare, nuotare, andare a cavallo e in bicicletta.
La neo-cintura nera abita a Genova, con il padre Luigi, bancario, la madre Rosalba, casalinga, e il fratello minore Giacomo, 11 anni, calciatore e cintura azzurra di ju-jitsu.
Da sette anni, Filippo frequenta la palestra gestita dal maestro Nicolino Rosa: un veterano delle arti marziali genovesi e un pioniere dell' inserimento degli handicappati nel mondo dello sport. Si è allenato duramente, sotto la guida attenta ed esigente del suo istruttore. Con impegno, ha conquistato tutte le cinture. Nel frattempo, frequentava con profitto le scuole ordinarie, sempre sostenuto dalla famiglia e dall' associazione Cepim. E praticava anche altri sport, come l' equitazione, il nuoto, lo sci.
Ieri pomeriggio, è venuto il momento di fare il grande salto: diventare cintura nera, ovvero maestro. Di fronte alla commissione esaminatrice, Filippo ha dimostrato di conoscere tutte le mosse richieste.
A combattere con lui, c' era anche suo fratello Giacomo. Quindi, il ragazzino ha guidato un allenamento dei suoi compagni. Al termine, la commissione ha emesso il suo verdetto e gli ha consegnato l' ambita cintura nera.
Ad applaudirlo, felici e commossi, c' erano genitori e compagni. «E' il più bel regalo di Natale che poteva farci - commenta mamma Rosalba, con le lacrime agli occhi - : Filippo è un bambino meraviglioso, che dà tanto. L' importante è credere in questi ragazzi, perché possono dare risultati meravigliosi». Per i genitori, la neo-cintura nera non ha mai avuto problemi di inserimento, né a scuola, né nello sport: «Anzi - commenta la madre - , alle volte devo sgridarlo perché prende in giro i suoi compagni». Dice il padre, Luigi, che la ricetta per vivere con un figlio handicappato è semplice: «Tanta serenita, e affrontare la vita giorno per giorno». Quanto a Filippo, spiega che da grande vuole fare l' istruttore di ju-jitsu. «Non si spaventa davanti a niente - spiega il suo maestro - : la settimana scorsa è arrivato un tedesco alto due metri. I ragazzi avevano paura a combattere con lui: Filippo è stato l' unico a farsi avanti»..

Stefano Secondino

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